06/10/2011

LA RISOLUZIONE STRAGIUDIZIALE DELLE CONTROVERSIE IN MATERIA BANCARIA E FINANZIARIA

320Il D.lgs. 4 marzo 2010 n. 28 ha introdotto l’istituto della mediazione civile e commerciale ed ha reso obbligatorio adire la via della mediazione in una serie di materie elencate all’art. 5, tra cui figura anche quella dei contratti bancari e finanziari. In realtà il sistema bancario, incoraggiato anche dalle esperienze positive di altri Paesi europei, è stato tra i primi ad intraprendere la strada dell’alternative dispute resolution, introducendo nel 1993 l’ “Ombudsman – Giurì Bancario”. Sulla scorta della normativa successiva, ed in particolare dell’art. 38 D.lgs. 5/2003 (riforma del diritto societario), che prevede l’istituzione di organismi di conciliazione anche in materia bancaria e creditizia, nonché dell’art. 128-bis del Testo Unico Bancario e delle varie norme attuative, sono stati istituiti il “Conciliatore Bancario Finanziario” e l’ “Arbitro Bancario Finanziario”, due nuovi sistemi di risoluzione stragiudiziale delle controversie con la clientela riconosciuti ai sensi del D.lgs. 28/2010.

LINK E ANTEPRIMA

12/01/2010

GiornalisticaMente.it

Gentili Lettori, come avrete notato è da un po' di tempo che non aggiorno il Blog. Questo perchè mi sto dedicando pienamente ad un nuovo progetto, il sito di informzione www.giornalisticamente.it

Più che un sito di informazione mi piace definirlo un "Social Media" cioè un social network formato mass media. Si tratta di un sito in cui ogni utente, registrandosi come redattore, può pubblicare i propri articoli contribuendo così a creare un network di informazione libera.

In più i redattori possono anche guadagnare tramite gli AdSense di Google che possono essere inseriti all'interno degli articoli che vengono pubblicati. I blogger inoltre possono aumentare i guadagni dei propri adsense pubblicando i loro articoli anche su GiornalisticaMente (come un aggregatore) aumentandone la visibilità.

Al sito collaborano già circa 40 persone ed è in continua crescita. Alcuni approfondimenti sono veramente interessanti, vi invito a visitarlo.

www.giornalisticamente.it

05/10/2009

A Messina morti di serie B

A Messina più di 50 tra morti e dispersi. Un'intero paese cancellato dal fango. Eppure nessuna raccolta di fondi tramite SMS, nessuna iniziativa nazionale di solidarietà, le partite di calcio si giocano regolarmente e neanche un minuto di silenzio per le vittime. Questo video dice tutto...

 

30/09/2009

Sempre le stesse scene nei cartoni Disney

Guardate questo montaggio... è incredibile come la Disney riciclava le stesse scene per diversi cartoni.

22/09/2009

Perchè siamo ancora in Afghanistan?

In questi giorni l'attenzione dell'opinione pubblica è rivolta in modo particolare alla morte dei sei militari italiani in Afghanistan. Conosco tanti ragazzi che sono stati in missione in Afghanistan e non nascondo che la vicenda ha scosso anche me. Ma la mia è più che altro rabbia, perché non capisco perché mandiamo ancora i nostri soldati a morire in Afghanistan. “Per esportare la democrazia in quel paese” dice il nostro premier. Beh, prima dovremmo riuscire a riportare la democrazia in Italia. Non so perché siamo in Afghanistan, forse per tutelare gli interessi dei potenti, forse perché la reazione occidentale all’11 settembre non ha ancora trovato un senso e si sta cercando di fornirne uno agli occhi dell’opinione pubblica. Di certo quei ragazzi sono morti per l’Italia, ma mi chiedo: sono morti anche per la patria? O sono vittime dell’ipocrisia dei potenti della terra?

Leggo su l’Unità le considerazioni di Paolo Villaggio e non posso che condividerle:

“Sto quasi dormicchiando con il telecomando in mano; passo dai gol della Coppa Campioni alle merendine di topoper i nostri bambini. Poi, improvvisamente, un telegiornale straordinario, ed ecco la faccia di circostanza di un giovane atterrito dal dolore per la notizia: “In Afghanistan, in un attentato feroce, sono morti sei giovani soldati italiani e altri quattro sono rimasti feriti gravemente”. Rimango ammutolito. Non ascolto altro e a questo punto mi domando: ma perché dobbiamo accettare e subire senza ribellarci un evento così atroce, illogico e paradossale? E abbiate pietà della mia scarsa conoscenza dei motivi veri di questa lunga guerra da quelle parti. La morte in guerra, però, non è un evento eroico, ma un fatto ingiusto e stupido. E poi è già tutto scritto: arriveranno le bare con le bandiere e tutti ad accoglierle a Ciampino. Poi i funerali di Stato, le trombe che suonano il silenzio e i discorsi insopportabili in cui si dirà, nei foglietti scritti dalle segreterie di partito: “Morti da eroi. Erano lì per esportare la libertà e la democrazia... “.
Ma non sentite puzza di ipocrisia? Della solita maledetta monnezza italica? Ma perché continuiamo a chiamarlo contingente di pace? Ma non lo vedete che le truppe delle potenze occidentali sono attrezzate e armate in maniera mostruosa dall’impero americano, in un mondo di poveri? E dei morti afgani? Che vogliamo dire? Quelli vogliamo contrabbandarli per delinquenti, assassini, i così detti maledetti kamikaze che si fanno saltare per aria fasciati di esplosivo! Delinquenti, perché usano dei mezzi e dei sistemi illegali! Perché, secondo voi, nellebombeintelligenti americane che fanno stragi di bambini nelle scuole di Baghdad, c’è qualcosa di cristiano e legale? Cari amici di ogni colore, sarebbe bello poter finire tutta questa vicenda liberandoci dalla sudditanza agli interessi dell’impero americano in Medioriente. E che intervengano tutti quelli che praticano il buonismo. Ma tanto di loro non mi fido, e non mi resta che sperare che, tra duecento o trecento anni, la guerra diventi un tabù, sì, proprio come accadeva nell’incesto nel mondo antico. E nei libri di scuola sarà considerata assurda e iaccettabile come oggi l’inquisizione di Torquemada o la strage degli ebrei nella seconda guerra mondiale. Forse ho parlato a vanvera, ma sono confuso. Ho dei dubbi. Molti dubbi”.

21/09/2009

Influenza H1N1: i veri rischi

Ultimamente non c’è notiziario in cui non si parli della nuova influenza A, suina, porcina, H1N1 (chiamatela come vi pare) e dei rischi che corriamo se non dovessimo riuscire a controllare la “pandemia”. Tutti i nuovi casi di decesso di cui i media ci informano giornalmente di sicuro ci tengono in apprensione, ma mi chiedo se la situazione sia veramente così grave da giustificare una tale diffusione di panico. Non sono un medico e non ho nessuna conoscenza in materia, ma ho cercato di documentarmi sul web e, a quanto pare, forse questa nuova influenza non costituisce tanto una minaccia quanto i vaccini messi a punto per contenerla.

Dai dati resi pubblici dall’ OMS si evince che l’influenza suina fino ad oggi ha fatto meno di 3000 morti a fronte di 500.000 casi di contagio. Purtroppo di influenza si può morire, e questo è risaputo, ma ogni anno la comune influenza stagionale causa circa 1000 decessi soltanto in Italia. Confrontando i dati è evidente come il tasso di mortalità di questa nuova influenza sia più basso di quello che vogliono farci credere. Pare che l’influenza A sia particolarmente contagiosa, e questo ha fatto parlare di pandemia, ma comunque non credo sia giustificabile l’allarmismo creato se non con i soliti interessi delle lobby farmaceutiche (pare che i vaccini muovano un giro di affari di oltre 10 miliardi di dollari).

Proprio le vaccinazioni invece possono costituire un rischio a causa dei potenziali effetti collaterali. I vaccini infatti contengono anche sostanze tossiche (conservanti, metalli pesanti come l’alluminio e altre sostanze come il glicole etilenico, quello che usiamo come antigelo nei radiatori delle nostre auto!) che possono causare, tra le altre cose, anche malattie neurologiche.

E’ da segnalare inoltre che già nel 1976, temendo una pandemia proprio da influenza suina, negli USA venne prodotto un vaccino simile. Le vaccinazioni obbligatorie, imposte dal presidente Gerald Ford, causarono più morti dell’influenza e gravi malattie come la Sindrome di Guillan-Barré (progressiva paralisi agli arti).

Personalmente credo che il vaccino contro l’influenza possa essere un aiuto importante per soggetti anziani e deboli, ma credo che per soggetti sani sia assolutamente da evitare. In ogni caso è bene leggere attentamente l’informativa sui rischi prima di decidere se vaccinarsi o meno.

18/09/2009

Heyos: l'alternativa ad adsense per guadagnare con internet

Logoheyos.jpgDobbiamo riconoscerlo, Google Adsense ha rappresentato la chiave di svolta per tutti coloro che cercavano il modo di monetizzare il proprio sito internet. Per chi non conoscesse il programma adsense qui ci limitiamo a dire che si tratta di un sistema che permette di pubblicare banner e annunci pubblicitari sul proprio sito ed essere pagati ad ogni click degli utenti sulla pubblicità (pay per click).

Oggi però molti webmaster sono in ricerca di una soluzione alternativa a adsense, e questo per varie ragioni. In primo luogo per far fronte alle sempre più numerose sospensioni degli account da parte di Google, che da un giorno all'altro banna gli utenti senza motivo e senza preavviso trattenendo addirittura i guadagni generati. In secondo luogo per diversificare le fonti di guadagno, anche considerando che negli ultimi tempi è stato notato un generale calo degli introiti con adsense.

Fino a poco tempo fa le alternative erano scarse, pagavano poco e le migliori erano solo in inglese e funzionavano bene solo su siti americani.

Oggi finalmente esiste una valida alternativa a google, è in italiano, paga bene ed è forte della alleanza con Yahoo: stiamo parlando di Heyos.

Nel confronto con adsense, sono molti i vantaggi offerti da Heyos:

  • oltre ad essere in italiano e gestito da personale italiano ed è più facile comunicare con l’assistenza.
  • Heyos paga in euro mentre adsense paga in dollari e si perde nel cambio.
  • Heyos offre più strumenti pubblicitari: oltre ai banner ed agli annunci contestuali, si possono inserire i tooltip (parole chiave che aprono banner al passaggio del mouse), slide, popup, soluzioni per mailng list, ecc.
  • Heyos non banna senza motivo e ti permette di monitorare costantemente lo stato di rischio del tuo account.
  • Per chi ha più di un sito con Heyos è possibile differenziare i proventi di ogni sito.
  • Oltre che tramite bonifico, Heyos effettua i pagamenti anche con PayPal, quindi non serve necessariamente un conto corrente potendo avere accreditati i guadagni anche su una PostePay.

Ovviamente la registrazione è gratuita e serve solo inserire i propri dati personali ed un sito interet dove inserire il codice html degli annunci.

REGISTRATI  A  HEYOS

 


17/09/2009

Libertà di stampa come in dittatura.

lapr_16729528_15200.jpgSabato a Roma si terrà una manifestazione sulla libertà di stampa alla quale invito tutti a partecipare. Rosario Crocetta, eurodeputato del PD, ha fatto sapere oggi che  sottoporrà all’attenzione del Parlamento Europeo la grave situazione che si e’ venuta a determinare nel nostro Paese. “L’Italia – aggiunge Crocetta- viola la Dichiarazione Universale dei diritti dell’uomo e il Trattato dell’UE che nell’articolo 7 stabilisce che la libertà d’informazione rientra tra le libertà fondamentali comuni a tutti gli Stati Membri.

Intanto cito alcuni passi dell'articolo di Repubblica sull'intervento di Berlusconi a "Porta a Porta":

"C'è poco da commentare sulla puntata di "Porta a Porta" di ieri sera. Bisogna passare ai fatti. Registrare tutto e inviarlo al resto del mondo, via Internet, con una sola parola d'accompagnamento: "aiuto!". Tre ore di spot governativo, con il miglior presidente del Consiglio degli ultimi 150 anni, autoproclamatosi "superiore a De Gasperi", senza alcun contraddittorio, non soltanto in studio, ma nell'etere intero. Che ne penseranno nei paesi democratici?

Bruno Vespa lo prende sottobraccio, da vecchio amico, fin dalla prima scena. A spasso fra le macerie dell'Aquila e della democrazia italiana. I commenti del conduttore spaziano fra "ma questo è un record!" a "un altro record!", fino a sfociare "è un miracolo!". Ma Onna, i terremotati e il loro dolore, la ricostruzione dell'Aquila, ancora di là da venire, sono soltanto pretesti.

Dopo mezzora si capisce qual è il vero scopo della trasmissione a reti unificate. Un attacco frontale alla stampa, anzi per dirla tutta a Repubblica. Noi giornalisti di Repubblica siamo "delinquenti", "farabutti" che ci ostiniamo a fargli domande alle quali il premier non risponde da mesi.

Già una volta il presidente del Consiglio era andato nel cosiddetto "salotto principe" della televisione, a "chiarire le vicende di Noemi e il resto", senza chiarire un bel nulla e con i giornalisti presenti, fra i quali il solito Sansonetti, il quale non poteva mancare neppure ieri sera, tutti ben contenti di non rivolgergli mezza domanda sul caso specifico. Stavolta però si è polverizzato davvero ogni primato d'inciviltà. Ma che razza di servizio pubblico è quello che organizza simili agguati? E' un'altra domanda che probabilmente non avrà mai risposta. Non da Berlusconi e tanto meno dai sottostanti vertici della Rai.

Alla fine, a parte lo scempio d'informazione, cui ormai si è quasi abituati, indigna più di tutto la strumentalizzazione del dolore della gente abruzzese. La diretta in prima serata e l'oscuramento della concorrenza era stato giustificato dalla Rai con l'urgenza dell'evento, la consegna dei primi novantaquattro appartamenti agli sfollati del terremoto. Chiunque abbia seguito la serata ha potuto constatare come questo fosse appena un miserabile espediente, liquidato in pochi minuti, con qualche frase di circostanza e commozione da attori. Per poi passare al regolamento di conti con chiunque osi criticare il presidente del Consiglio. Ce la potevano risparmiare, questa serata di veleni e sciacalli".

31/07/2008

Acqua corrente e potabile: un diritto da difendere!

 
Si fa un gran parlare di approviggionamento dell'energia, di petrolio, di fonti rinnovabili, ma non vorrei che ci scordassimo del bene più prezioso che abbiamo e da cui dipende la vita sul nostro pianeta: l'acqua. Un bene che rischia di deteriorarsi e di diventare inservibile a causa dell'inquinamento atmosferico e del sottosuolo, un bene che va protetto prima che il problema diventi emergenza.
Iniziamo bevendo acqua di rubinetto!
 

22/02/2008

Vademecum per il cittadino elettore. Attenti ai manifesti giganti. Costano quanto una crociera alle Hawai, il candidato ha bisogno di rientrar nelle spese...

defba2f7e5fe9c941d169f37b8b1d4cc.jpg

Quanto costa la campagna elettorale a un candidato? E chi può permettersi di affrontarla? Queste domande che le facciamo da tempo, distrattamente, senza rifletterci sopra. In verità riflettiamo poco su tante cose, forse troppe. Nella scala delle priorità i costi della campagna elettorale non stanno in cima ai nostri pensieri. Eppure qualche scalino meriterebbero di salirlo nell’agenda dei nostri interessi. Perché?

Analizziamo i costi di una campagna elettorale: una campagna elettorale per le politiche nazionali costa molto meno che la competizione regionale. Credevate che fosse il contrario? Sì, dovrebbe essere così, ma dipende dall’ampiezza della circoscrizione e dal sistema elettorale. Al Senato le circoscrizioni si sono ampliate ma non c’è più il voto di preferenza, sicché costa di meno. Per quale ragione? Stiamo andando a ratificare le scelte dei partiti. Un esempio: se il candidato sta in testa alla lista, diventerà senatore o deputato perché è prevedibile che almeno un seggio scatti per quel partito. Se l’hanno posto nei primi cinque posti, basterà calcolare quanti seggi quel partito pensa di ottenere. E’ un’operazione semplice. Non è che si sappia tutto, ma si sa che fino a un certo punto si può essere certi dell’elezione, nella fascia centrale si corre qualche rischio, nella fascia bassa si è in lista solo per fare un favore a qualcuno (ed ottenere di ricevere qualcosa in cambio). Le risorse vengono investite dai partiti che si avvalgono naturalmente della buona immagine dei loro candidati. Quanto costa una campagna per le politiche? Cifre abbordabili, da ventimila a cinquantamila euro. E c’è chi non spende nemmeno una lira, perché è il partito che paga. Dipende dalle regole e dai rapporti che il candidato ha con i dirigenti.

Quanto costa la campagna elettorale di un candidato alle regionali? Molto: da cinquanta mila a cinquecentomila euro. Meno di cinquantamila? Sì, ci si può provare ma la visibilità sarà davvero modesta e le percentuali di successo altrettanto modeste.Chi può investire cinquanta, cento, duecentomila euro?

Lasciamo da parte coloro che non arrivano alla quarta settimana. E gli altri? Chi ha un reddito di cinquemila euro mensili per nucleo familiare non ha il problema della quarta settimana, ma non può certo investire simili somme. Ha già un mutuo per la casa ed ha un tenore di vita che si mangia tutto o quasi. Figuriamoci se può investire una barca di quattrini per candidarsi. Se lo facesse, rischierebbe un contenzioso in famiglia.

E allora chi si candida? Nell’ordine: coloro che non spendono quasi nulla perché sono essi stessi il partito; gli uscenti che hanno guadagnato circa 25 mila euro al mese negli anni della legislatura; i liberi professionisti con reddito da venti-trentamila euro al mese in su; quelli che “se vengo eletto so come fare per rientrare”; i candidati di bandiera che sono contesi perché fanno immagine; quelli che vengono sponsorizzati e contraggono un debito d’onore con gli sponsor.

Non c’è da stare allegri, dunque. E allora? Niente, bisogna accendere ceri alla Madonna perché in questo novero di candidati ci siano coloro cher abbiano voglia di lavorare, intelligenza per decidere il da farsi, indipendenza di giudizio ed onestà. Ma qualcosa, poco in verità, la possiamo fare per cercare di migliorare la rappresentanza degli eletti: informarci sul loro conto, non accettare di preferire chi ci viene segnalato dal nostro amico, congiunto, datore di lavoro eccetera. E tenere gli occhi puntati verso l’alto. Perché?

Per scoprire quanto denaro è stato investito in campagna elettorale. I manifesti 6X3, per esempio, costano un occhio della testa. Il cittadino da cinquemila euro al mese se ne può permettere uno ogni cinque anni perché costa quanto una crociera nel Mediterraneo. Dieci manifesti dieci crociere. Il 6X3 permanente –poniamo un mese – vale quanto una crociera attorno al mondo, o quasi. Perciò attenti a quelli che hanno tanti manifesti 6X3 o hanno invaso la città del loro faccione sorridente, utilizzate la visibilità del candidato all’incontrario, non votandolo.

ll candidato 6X3 non va mandato in Parlamento. Ha speso troppo e deve rientrare nelle spese.

(Tratto da siciliainformazioni.com)